HPE porta l’IoT all’edge. Evolve The Machine, il progetto strategico del prossimo futuro

HPE porta l’IoT all’edge. Evolve The Machine, il progetto strategico del prossimo futuro

Dopo l’annuncio portante di HPE Synergy all’evento londinese Discover, presentate anche novità in ambito IoT. Martin Fink, CTO di HPE accenna ai progetti su cui l’azienda sta focalizzando investimenti e risorse, a partire da The Machine.

di: Barbara Torresani del 31/12/2015 09:04

Big Data & Analytics
 
Come ribadito nel corso del recente evento londinese Discover 2015, Hewlett Packard Enterprise è pronta a guidare la trasformazione aziendale nell’era digitale. Lo fa seguendo quattro direttrici tecnologiche principali, lungo cui si posizionano gli ultimi annunci societari.
Se nella sessione plenaria di apertura la scena è stata occupata dall’annuncio di HPE Synergy, l’infrastruttura componibile, che, di fatto, abilita la prima direttrice portante proposta dal vendor volta a favorire la trasformazione delle infrastrutture verso il cloud ibrido, con qualche accenno anche alla direttrice legata all'abilitazione del posto di lavoro moderno – un workplace intelligente per una digital experience completa in cui si ha massima collaborazione e comunicazione ovunque ci si trovi con qualsiasi dispositivo – gli annunci successivi si sono concentrati sull’area afferente i dati per il rafforzamento delle aziende data-driven, senza perdere di vista la declinazione relativa alla sicurezza delle aziende digitali e qualche cenno agli sviluppi tecnologici futuri, in particolare a 'The Machine', definito il progetto più importante di HPE per il prossimo futuro.
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Come spiega Robert Youngjohns, EVP & GM HPE Software c’è ancora molto da fare per diventare delle aziende data-driven: “Il panorama relativo ai dati aziendali è radicalmente cambiato rispetto al passato; le nuove tecnologie creano una società iperconnessa, che genera un numero sempre crescente di dati di forma e natura diverse. Oggi le aziende però traggono solo il 10-15% del valore dai dati. Per diventare a tutti gli effetti aziende data-driven bisogna sviluppare una vista che poggia sui dati; occorre estrarre valore dai dati esistenti, costruire una foundation basata su di essi e fornire risultati di business superiori rispetto al passato facendo leva sui Big Data. Le aziende che hanno dato valore ai dati sono quelle che oggi stanno emergendo sul mercato.” Un nome su tutti: quello di BlaBlaCar, la community dei passaggi in auto che conta oltre 20 milioni di utenti a livello mondiale e utilizza HPE Vertica per l’analisi dei dati.
img-0574.jpgUn’evoluzione dei dati quella tracciata da HPE che da business-data centrica, passa via via a machine-data centrica per spingersi fino a una vista human-data centrica. “Non sono scenari futuri ma la realtà odierna e gli annunci di oggi di HPE ne sono una conferma.” Il riferimento va ai nuovi annunci nell’ambito IoT, un’area in forte crescita – Gartner stima che nel 2016 saranno connessi 6,4 miliardi di dispositivi IoT, il 30% in più rispetto al 2015 -  in cui HPE ritiene di essere ben posizionata. La strategia del vendor è quella di  offrire maggiore potenza di calcolo e connettività a livello periferico aiutando i clienti a massimizzare il valore e minimizzare i rischi dell'IoT alla velocità del business e i nuovi sistemi annunciati poggiano su soluzioni di connettività e di rete che permettono ai clienti di raccogliere, elaborare e analizzare i dati IoT con maggiore efficienza.
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Martin Fink, EVP and CTO  Director, HPE

Nello specifico, HPE introduce il primo di una serie di nuovi sistemi che portano “intelligence at the edge”, il computing at the edge ottimizzato per l’IoT.  La nuova gamma HPE Edgeline IoT System è frutto di una partnership tra HPE e Intel che ha lo scopo di rilasciare soluzioni aperte per il mercato IoT. I modelli HPE Edgeline IoT Systems 10 e 20 si installano alla periferia della rete consentendo ai clienti di aggregare e analizzare i dati in tempo reale e di monitorare dispositivi e cose. Disponibili nelle versioni rugged, mobile e rack-mount, questi sistemi sono adatti a una grande varietà di applicazioni industriali, logistiche, retail, per i trasporti, per la sanità e per la pubblica amministrazione e sono state certificate per operare con Microsoft Azure IoT Suite.
I primi HPE Edgeline IoT Systems, già disponibili, unificano l’accesso ai dati IoT con la gestione, la configurazione e il controllo dei dispositivi.  

La gestione dei beacon 
Per guidare la connettività Aruba, società di HPE, sempre a Discover, ha annunciato Aruba Sensor, una soluzione basata su cloud per la gestione dei beacon all'interno di reti WiFi multivendor. Il nuovo sensore IoT di livello enterprise rappresenta la nuova generazione di soluzioni Aruba Mobile Engagement. I sensori combinano un piccolo client Wi-Fi con una radio BLE per consentire alle aziende di monitorare e gestire centralmente da remoto le unità Aruba Beacon sulle reti Wi-Fi multivendor esistenti attraverso il servizio cloud Meridian. I nuovi sensori permettono a tutte le aziende di implementare servizi location-based installando unità Aruba Beacon e Aruba Sensor a livello periferico e utilizzando il servizio cloud Meridian per interfacciarsi con le applicazioni analitiche e di business.

Sicurezza e dintorni
L’atro filone di novità riguarda la parte relativa alla sicurezza nell’ottica di gestire i rischi nell’azienda digitale: “Oggi il perimetro aziendale tradizionale è superato e i cyber attacchi diventano sempre più sofisticati. Da qui la necessità di dotare le aziende digitali di nuovi modelli di protezione”, afferma Mike Nekels, Executive Vice President, HPE Enterprise Services - e HPE risponde a tutto ciò con una strategia che copre le seguenti tre aree: protect, detect and respond, recover”.
In particolare, in relazione ai dati, HPE mette in campo HPE Security che permette alle aziende di mitigare e gestire proattivamente i rischi intrinseci dei dispositivi IoT come la maggiore connettività e una maggiore esposizione agli attacchi. HPE Security Fortify invece consente di eseguire test di sicurezza completi su dispositivi, reti, ambienti mobili e cloud mentre HPE SecureData implementa la protezione dei dati memorizzati, in uso e in movimento provenienti dai dispositivi IoT. Altre proposte comprendono le soluzioni Aruba ClearPass e Suite B per il controllo degli accessi alla rete e la cifratura dei dati.  

Il futuro che verrà: sta arrivando The Machine
Tocca a Martin Fink, EVP and CTO  Director, HPE nella plenaria della seconda giornata dell’evento londinese fare un accenno su quelli che sono le tecnologie su cui HPE sta lavorando per il prossimo futuro.“Oggi l’Information Technology non è parte del business ma è il business e HPE opera in questo mercato attraverso le quattro aree di trasformazione che non sono statiche ma evolvono di continuo”. Ma in che direzione?
Nell’area Transform - per abilitare uno scenario ibrido – Fink spiega che il problema più grande è quello di ‘scalare’: “Disporre di più dati e applicazioni significa dover dotarsi di più infrastrutture, più sviluppatori per sviluppare il software, più amministratori per gestire il tutto… E’ un modello che non regge. La risposta HPE a questo problema risiede nella ‘Composable infrastructure’ annunciata in questi giorni e il futuro del modello ibrido sta nel ConteinerOS. Un processo evolutivo dell’infrastruttura che partito dal Bar Metal, è poi passato alla Virtual Machine, fino ad arrivare oggi ai concetti di Conteiner e ConteinerOs, che portano al packaging delle applicazioni e al loro deployment mediante l’utilizzo dei Conteiner per una composizione e ricomposizione dinamica dei servizi applicativi."
img-0569.jpgL’area Protect, come visto relativa alla sicurezza, è ampiamente coperta da HPE con nuove soluzioni e prodotti, in particolare una nuova classe di DNS analyser, con la capacità di catturare e analizzare milioni di eventi.
Nell’area Empowered relativa alle aziende data driven, occhi puntati sul progetto Spark, un sistema in memory analytics per portare l’intelligence nei dati. In combinazione con i sistemi SuperDome, Spark promette di accelerare le performance di analisi di un fattore 15 rispetto ai sistemi attuali.
Non ultima l’area Enable per abilitare il workspace moderno che si arricchirà di novità che verteranno soprattutto su scenari di mobilità.
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C’è però un progetto che sta convogliando la maggior parte degli sforzi, degli investimenti e dell’attenzione di HPE: si tratta di ‘The Machine Project’, l’ultima frontiera architetturale di HPE, con la sicurezza built-in presentato lo scorso giugno al Discover di Las Vegas, definito da Fink come il progetto più importante di HPE oggi: un viaggio evolutivo verso il futuro che prevede il passaggio del computing da una fase process-centrica a una fase memory driven. “Oggi l’IT consuma sempre più dati e richiede spazi sempre maggiori per archiviarli. La richiesta di maggiori spazi ed energia non è gestibile con le infrastrutture odierne, occorrono modelli architetturali differenti. The Machine risponde a nuove logiche, incrementando le performance e riducendo l’utilizzo di energia, attraverso la combinazione di alcune tecnologie: system on chip – il riferimento va all’architettura Moonshot in grado di combinare differenti elementi architetturali; la fotonica; l’universal memory sviluppata attraverso la tecnologia Memristore”.
Il viaggio di HPE verso il futuro è iniziato. In nuovo stile di computing è qui.

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