Ibm prova a rilanciare la macchina dell’innovazione

Ibm prova a rilanciare la macchina dell’innovazione

Nel 2015 saranno investiti 4 miliardi di dollari sui fronti del cloud, della mobility, degli analytics e della sicurezza.

di: Redazione ImpresaCity del 02/03/2015 12:17

Big Data & Analytics
 
Nell’attuale fase storica dell’It, Ibm si trova come non mai nel mezzo di una fase di transizione irta di lacci e ostacoli. Nelle attività tradizionali, qualcosa è stato ceduto (pc, server), ma molto resta ancora a trainare in parte il volume d’affari (servizi, middleware, mainframe). E poi ci sono i fronti innovativi, sui quali si sono impegnate con risultati a oggi superiori aziende nate molto tempo dopo Big Blue.
Per rilanciarsi, Ginny Rometty, presidente di Ibm ha richiamato l’attenzione sull’imperativo strategico collegato all’acronimo Smacs (Social, Mobility, Analytics, Cloud, Security), avviando un piano di investimenti che già nel 2015 si tradurrà in un’iniezione di 4 miliardi di dollari in ricerca e acquisizioni. Queste attività dovranno generare il 40% del giro d’affari nel 2018, contro il 27% totalizzato nel 2014.
Il software riveste un ruolo centrale in queste attività, anche più dei servizi. La componente degli analytics si presenta come quella più importante e ha già prodotto investimenti pari a 26 miliardi di dollari per l’acquisizione di una trentina di aziende nel mondo big data, oltre agli 8 miliardi spesi per assorbire 18 realtà in ambito cloud.
Fin qui i risultati si sono fatti attendere, specie in rapporto a quanto ottenuto da soggetti come Apple e Google. Nel 2014 Big Blue ha chiuso con un fatturato di 92,8 miliardi di dollari, in diminuzione del 6% sull’anno precedente e le previsioni per quest’anno non sono troppo dissimili. Il rafforzamento del dollaro non ha aiutato, ma il problema appare certamente anche strutturale.
La fase di rinnovamento passa anche attraverso partnership dirette con altre aziende (Sap nel cloud o Apple nella mobility) o via ecosistemi come OpenPower, BlueMix (una PaaS basata sull’infrastruttura cloud SoftLayer e orientata agli sviluppatori) e il supercomputer Watson. In quest’ultimo ambito, Ibm ha già annunciato di aver firmato con 160 partner e altre 4mila sono in valutazione.
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