La distruzione creativa delle Internet companies

La distruzione creativa delle Internet companies

Stati Uniti ed Europa divise sulla questione della privacy e del trattamento dei dati. Le iniziative per la regolamentazione della digital economy

di: Piemme del 21/01/2015 14:55

Big Data & Analytics
 
Si aprono le danze al World Economic Forum di Davos, in Svizzera. Tra i vari appuntamenti nella giornata di domani è prevista una sessione che ha come titolo “Il futuro della digital economy” cui parteciperanno Satya Nadella, chief executive di Microsoft, Sheryl Sandberg, chief operating officer di Facebook ed Eric Schmidt, executive chairman di Google. Un tema, quello della digital economy, sul quale domina la questione della privacy e del trattamento dei dati, questione sulla quale permangono posizioni molto diverse tra Stati Uniti ed Europa. Le aziende americane premono affinché ci si avvii verso una liberalizzazione del mercato dei dati, mentre l’Europa propende per una regolamentazione a tutela del diritto alla privacy. Lo scontro tra questi due schieramenti è andato via via acuendosi e non accenna certo a diminuire. La posizione dell’Europa di fatto impedisce alle internet companies del calibro di Google e Facebook di rilasciare nuovi prodotti negando di movimentare dati sui quali poter monetizzare gli investimenti che queste aziende hanno sinora compiuto.
L’Europa è preoccupata delle conseguenze di un’economia digitale transfrontaliera che porta alla ribalta di anno in anno nuove aziende di servizi portando concorrenza nei più svariati settori, quello dei trasporti, quello editoriale, quello del commercio e delle vendita al dettaglio. Lo scontro tra un’economia che trae vantaggio da un’assenza di regolamentazione e un’economia di tipo tradizionale è, nei fatti, una grande battaglia che si gioca a livello globale.
L’economista Joseph Schumpeter ha parlato di distruzione creativa a proposito della new economy americana. Settori che finora sono stati solo marginalmente toccati sono considerati a rischio tra questi il settore finanziario, della sanità e della logistica. Rimane poi aperto tutta la discussione su temi fiscali, tasse inevase da parte di operatori, come Amazon e Apple, sulle quali si dovrà pronunciare l’ antitrust europeo.
Il 2015 si annuncia denso di novità su tutti i temi che riguardano la libera circolazione dei dati così come la regolamentazione dell’economia digitale. I conflitti che sono finora emersi testimoniano di una preoccupazione dilagante. La tesi? Le imprese americane dell’high tech praticano una concorrenza sleale nei confronti delle aziende europee. A maggio, intanto, si attende di conoscere quali saranno le disposizioni che la Commissione Europea avanzerà in merito a quella che si sta definendo come il mercato digitale unico per tutti i 28 membri dell’Unione.
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