Accenture, il Big Data è già una realtà per molte aziende

Accenture, il Big Data è già una realtà per molte aziende

Secondo la ricerca Accenture “Big success with Big Data” più del 60% delle organizzazioni dichiara di avere in utilizzo sistemi Big Data

di: Redazione del 16/10/2014 11:23

Big Data & Analytics
 
I Big Data hanno conquistato i manager italiani e la loro soddisfazione rispetto ai risultati ottenuti è più che positiva. Il 96% dei dirigenti delle aziende che hanno effettuato progetti Big Data è soddisfatto dei risultati e il 46% riscontra un sensibile incremento di nuove fonti di reddito. Sono alcuni dei risultati della ricerca Accenture “Big success with Big Data”, condotta su 4.300 manager di aziende operanti in 19 Paesi, Italia inclusa.
L’82% dei manager delle aziende internazionali e il 72% di quelli italiani considerano i Big Data  una fonte significativa di valore per le loro aziende mentre l’82% dei C-level italiani ritiene i Big Data “molto importanti” o “estremamente importanti” per la trasformazione digitale delle loro attività (89% è la media globale).

Le opportunità del Big Data
"Le aziende sono davanti a una svolta. Oggi invece dei potenziali risultati che possono essere raggiunti grazie ai Big Data, stanno emergendo quali sono i concreti benefici che derivano dal loro utilizzo, tra cui crescita delle entrate, il miglioramento della customer experience  e una maggiore efficienza dei processi operativi" ha detto Vincenzo Aloisio, Responsabile di Accenture Analytics IGEM, divisione di Accenture Digital. "Le aziende stanno riconoscendo che i Big Data rappresentano uno dei capisaldi della trasformazione digitale."
Ad esempio, analizzando le caratteristiche di clienti anonimi e dei relativi dati di geolocalizzazione che provengono dai punti di accesso Wi-Fi, un provider di telecomunicazioni giapponese offre alle aziende di servizi una piattaforma che consente di raggiungere possibili clienti con avvisi su smartphone in tempo reale. Una società inglese del settore delle utilities riesce a elaborare i dati provenienti da sensori inseriti nelle tubature dell’acqua, anticipando eventuali guasti alle apparecchiature e rispondendo più rapidamente alle perdite e alle avverse condizioni atmosferiche.
 "L'Internet delle cose - afferma Aloisio - è una nuova fonte di informazione e consente di reperire una grande quantità di dati. Le nuove tecnologie connesse ai Big Data aiutano a scoprire informazioni cruciali per il business. Le aziende che non implementano le soluzioni derivanti dai Big Data perdono l'opportunità di trasformare i dati in una risorsa in grado di guidare il loro business e determinare un vantaggio competitivo".

Big Data, è già realtà per molte sziende
Più del 60% dei manager a livello internazionale dichiara di avere completato l’implementazione di sistemi Big Data
, mentre il 36% non ha ancora messo in atto un progetto in tal senso e non pensa di svilupparlo. Solo il 4%, infine, dichiara di non avere intrapreseo alcuna attività per l’implementazione di progetti Big Data.
Secondo la ricerca, i manager italiani dichiarano che la propria azienda utilizza i Big Data con i seguenti obiettivi: identificare nuove fonti di reddito  92% (dato globale 94%), fidelizzare e acquisire la clientela 84% (dato globale 90%), sviluppare nuovi prodotti e servizi 78% (dato globale 89%), in linea con quanto emerge nel resto dei Paesi.
In Italia i benefici riscontrati dall'utilizzo del Big Data derivano, in particolare, dal reperimento di nuove fonti di reddito (46% contro una media del 56% ), dallo sviluppo di nuovi prodotti e servizi (38%), dall'incremento e fidelizzazione della clientela (45%) e dal miglioramento della customer experience (56%). 

I freni all'investimento Big Data
Gli intervistati si sono espressi anche in merito agli ostacoli relativi all’implementazione delle attività legate ai Big Data, tra questi: sicurezza (51% a livello globale - 52% in Italia) e insufficienza del budget (47% globale - 48% Italia) risultano ancora i principali problemi. Se per i manager internazionali la mancanza di competenze adeguate per portare avanti l’attività rappresenta un problema concreto (41%), gli italiani risultano più ottimisti e solo nel 20% dei casi segnalano di avvertire questa carenza di competenze. Inoltre, solo il 28% indica come ostacolo l’integrazione con sistemi già esistenti.
"Abbiamo visto aziende superare le sfide connesse all’implementazione dei Big Data rimanendo flessibili e riconoscendo che non esiste un'unica soluzione adatta ad ogni situazione", ha dichiarato Vincenzo Aloisio. “E’ necessario definire il giusto approccio con una conseguente roadmap evolutiva che tenga conto del contesto aziendale, a volte partendo anche da piccole aree per poi ampliare a cascata”.
 
L'approccio Big Data delle grandi aziende
Le ricerca indica anche che le grandi aziende, quelle cioè con più di 10 miliardi di dollari di fatturato annuo, hanno un approccio ai Big Data differente rispetto alle società che presentano un fatturato inferiore ai 500 milioni di dollari.
  • L’importanza dei Big Data: il 67% dei manager di grandi aziende valutano i Big Data come estremamente importanti, mentre solo il 43% degli intervistati che lavorano per quelle di minori dimensioni ha la stessa percezione.
  • Definire i Big Data: i manager di grandi aziende dimostrano una percezione più ampia di cosa comprendono e includono più fonti come base per i Big Data, per esempio, social network (54% vs. 29%), data visualization (54% vs. 29%) e dati non strutturati (49% vs. 36%).
  • I manager C-level supportano i progetti per le attività connesse ai Big Data: il 62% dei dirigenti di grandi aziende dimostrano di avere una maggiore comprensione e di supportare di più i progetti che implementano le attività connesse ai Big Data, mentre solo il 42% dei manager che provengono da aziende di minore dimensione fanno lo stesso.

Il successo dei Big Data: alcune linee guida
In base a quanto emerso dalla ricerca, accenture afferma che le aziende e i manager che vogliono ottenere il massimo dai loro progetti sui Big Data, minimizzando i relativi ostacoli, devono osservare alcune raccomandazioni chiave, tra cui:
  • Esplorare l'intero ecosistema dei Big Data ed essere agili – Le fonti di dati e le tecnologie legate all’universo dei Big Data continuano a mutare. Le aziende devono imparare a stare allerta per cogliere le opportunità derivanti, ad esempio, dall’evoluzione tecnologica.
  • Partire dalle piccole cose e poi crescere - Le aziende dovrebbero in primo luogo concentrarsi su una singola area del proprio business e, attraverso un programma pilota, osservare come i Big Data possono trasformarla.
  • Focalizzarsi nel mettere a punto skill adeguate – Dato che la ricerca di competenze specifiche risulta una delle sfide più grandi quando si ha a che fare con i Big Data, le aziende hanno bisogno di investire in formazione per sviluppare e ampliare le competenze dei propri dipendenti. Il 54% dei dirigenti afferma che la propria azienda ha già predisposto attività di formazione interna. In Italia questo succede solo nel 38% dei casi. La maggior parte delle aziende coinvolge consulenti esterni; solo un 5% degli intervistati (6% in Italia) afferma di utilizzare risorse interne per le attività connesse all’implementazione di Big Data.
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