Mayo Clinic sperimenta con Watson

Mayo Clinic sperimenta con Watson

Mayo Clinic e IBM hanno annunciato il lancio di un progetto pilota che vede Watson, il computer cognitivo di IBM, associato alle cure ciniche oncologiche

di: Redazione del 09/09/2014 14:10

Big Data & Analytics
 
Mayo Clinic e IBM hanno annunciato il lancio di un progetto pilota che vede Watson, il computer cognitivo di IBM, associato alle cure ciniche oncologiche. Attualmente in fase di sperimentazione, dovrebbe entrare a regime nel corso del 2015.
Per garantire che Watson abbia le competenze necessarie ad assistere la sperimentazione clinica, gli esperti della Mayo stanno lavorando con IBM per ampliare le conoscenze di Watson a tutti gli studi clinici della Mayo Clinic e a tutti quelli presenti nelle banche dati pubbliche, come in ClinicalTrials.gov. Il nuovo sistema Watson è stato “addestrato” per analizzare i dati dei pazienti e i criteri della sperimentazione clinica, al fine di determinare le corrispondenze appropriate per i pazienti.
In base a quanto affermato da Steven Alberts, Primario di oncologia medica presso la Mayo Clinic, "la soluzione adottata, grazie alla velocità e alla precisione analitica di Watson, dovrebbe permettere  dovrebbe permettere di sviluppare piani di trattamento individuali in modo più efficiente forendo una cura lleinate alle specifiche eseigenze di ciasun paziente". L'obiettivo è riuscire a utilizzare Watson per accelelrare nuove scoperte.
"Accorciando i tempi tra l’inizio e il completamento degli studi, i nostri gruppi di ricerca avranno la possibilità di condurre indagini più approfondite e complete", ha dichiarato Nicholas LaRusso,  gastroenterologo della Mayo Clinic e capo progetto nella collaborazione Mayo-IBM Watson. "Abbinamenti più precisi, ci consentiranno di sviluppare, affinare e migliorare nuove e superiori tecniche mediche." 
Questa versione di Watson sarà progettata appositamente per la Mayo Clinic. Progredendo nei suoi compiti e maturando attraverso questa collaborazione, imparerà di più sui processi di abbinamento nelle sperimentazioni cliniche, diventando - affermano in Ibm - ancora più efficiente e probabilmente universalmente applicabile. Watson può anche aiutare a individuare i pazienti per studi clinici difficili, come quelli che coinvolgono le malattie rare.
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