La Germania ha vinto i Mondiali (anche) grazie ai big data

La Germania ha vinto i Mondiali (anche) grazie ai big data

Sap ha affiancato il team che ha portato a trionfare nella competizione calcistica più importante, fornendo analisi utili a costruire il gioco vincente.

di: Redazione Impresa City del 15/07/2014 12:14

Big Data & Analytics
 
All’indomani della vittoria della Germania nei Mondiali di calcio in Brasile, molto è stato detto sull’organizzazione tattica e la precisione quasi “ingegneristica” nella disposizione dei giocatori in campo. C’entra, in prima battuta, l’allenatore Joakim Loew e la sua preparazione, ma un supporto attivo è arrivato anche dalla tecnologia, sotto forma dei big data analytics.
Nell’ottobre del 2013, infatti, la nazionale tedesca e Sap hanno avviato una collaborazione basata sull’analisi dei dati catturati con le videocamere sui campi, poi tramutati in informazioni visualizzabili su tablet o altri dispositivi mobili, per aiutare a migliorare le prestazioni della squadra e acquisire più dati sugli avversari. Queste informazioni sono state indirizzate anche ai giocatori sui loro smartphone, oltre alle proiezioni sui maxischermi in gruppo.
Secondo Sap, il miglior risuitato è stato ottenuto nella velocità dei passaggi. Nel 2010, quando la Germania raggiunse le semifinali al Mondiale in Sudafrica, il tempo di possesso della palla era mediamente di 3,4 secondi, mentre, dopo l’utilizzo di Match Insights, un’applicazione sviluppata sulla tecnologia Hana, il dato è sceso a 1,1 secondi. Allo stesso modo, gli strumenti analitici sono serviti per capire i movimenti di Cristiano Ronaldo nel match contro il Portogallo e i punti di debolezza (sulle fasce) della Francia.
Otto camere coprivano in Brasile tutte le zone dei campi di gioco, ma solo la Germania ha rielaborato i dati con strumenti analitici. Alla fine, però, ci è voluto un goal segnato da una riserva alla fine di un tempo supplementare per vincere.
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