Pivotal, una scommessa fondata su ipotesi Big Data

Pivotal, una scommessa fondata su ipotesi Big Data

L'iniziativa EMC dovrebbe fare decollare un nuovo mercato, quello del Big Data e dell’analisi dei dati di nuova generazione in una dimensione cloud

di: Pm del 10/03/2014 17:20

Big Data & Analytics
 
Nel 2004 EMC porta a termine una delle sue più brillanti acquisizioni, quella di Vmware, evento considerato come Best Buy della storia dell’IT. Nel giro di dieci anni la virtualizzazione è diventato lo standard di riferimento delle infrastrutture dei sistemi informativi e costituisce la premessa tecnologica per il passaggio al cloud. Wow! In quell’occasione EMC, allora un pure storage vendor che andava differenziando la propria offerta nell’ambito del software e dei servizi, ebbe l’intuito, visione, di ciò che avrebbe potuto rappresentare la tecnologia della virtualizzazione negli anni a venire. Probabilmente quanto è poi accaduto ha superato le stesse aspettative di EMC. Come dire, il successo di Vmware è stata una vera fortuna. D’altra parte, qualsiasi investimento, per quanto ragionato possa essere, vale una scommessa. Ed Emc quella scommessa l’ha vinta alla grande.
La stessa logica che ha portato all’acquisizione di Vmware è oggi alla base della creazione di Pivotal, un’iniziativa che, nelle intenzioni di EMC, dovrebbe fare decollare un nuovo mercato, quello del Big Data e dell’analisi dei dati di nuova generazione in una dimensione cloud. La nuova compagine societaria, creata di recente dalla storage company (nel capitale partecipazione anche di General Electric), origina da un nucleo nato dall’acquisizione del marzo 2012 di Pivotal Labs e dall’integrazione delle competenze analytics di Cetas e Greenplum. Pivotal Labs, allora sconosciuta ai più, aveva alle spalle una storia di tutto rispetto, basti pensare che aveva contribuito allo sviluppo software per nomi del calibro di Groupon, Google e Twitter.

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Pivotal nasce dalla convinzione che una new company sia il modo migliore per indirizzare il new deal dell’IT as a service.
L’obiettivo originario alla base dell’acquisizione era, come scritto testualmente nel comunicato allora rilasciato, “portare le competenze dei team specializzati di Pivotal ad un numero ancora maggiore di aziende - start-up emergenti o grandi realtà – interessate ad adottare Cloud, Big Data, Social e Mobile nello sviluppo di applicazioni di nuova generazione”.  Pivotal si pone, dunque, sul mercato come piattaforma Big Data, ovvero un sistema nato per sviluppare applicazioni e servizi di analisi dati di nuova generazione che possano girare su più infrastrutture cloud (a cloud-based platform that companies can use to build, test, deploy, run and scale applications on any cloud). A guidare la nuova formazione è Paul Maritz, in precedenza al comando di Vmware e ancora prima con un passato di rango alla corte di Bill Gates. A oggi il giro d’affari di Pivotal si dice sia di 300 milioni di dollari. Niente male come base di partenza.
Non c'è dubbio, il successo di Pivotal è direttamente proporzionale alla capacità di sviluppare nuove applicazioni. “E’ una piattaforma – dice Martiz – dedicata a tutte quelle aziende che vogliono avere accesso agli stessi tool di analisi e storage che internet companies come Google hanno sviluppato al proprio interno nel corso degli anni. E’ un modo diverso di affrontare l’analisi dei dati e necessita di un approccio allo sviluppo software drammaticamente diverso dal passato”.
Una scommessa, concludiamo noi, fondata su ragionevoli prospettive, come fu in passato per Vmware. Ma sempre una scommessa, sul cui ritorno di investimento conterà una fortunosa coincidenza di eventi.
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