Ricoh, è l’era dei Bigger Data

Ricoh, è l’era dei Bigger Data

Se le aziende italiane affrontassero al meglio la questione dei Bigger Data, relativa alla digitalizzazione dei documenti cartacei contententi dati importanti per il business, potrebbero risparmiare una cifra pari al 20% del fatturato. E’ ciò che...

di: Barbara Torresani del 21/10/2013 13:34

Big Data & Analytics
 
Dai Big Data ai Bigger Data. E’ questa l’ulteriore sfida a cui sono chiamate a rispondere oggi le aziende.
“Il processo di trasformazione digitale delle aziende è in atto e sta avvenendo con molta velocità ma accanto alla gestione e all’analisi dei dati digitali per ricavare informazioni utili per il business oggi le aziende si trovano di fronte a un problema ancora più delicato: la gestione e la digitalizzazione dei documenti cartacei presenti in azienda, fenomeno che prende il nome di Bigger Data”, così David Mills, Chief Operating Officer di Ricoh Europe, ha presentato alla stampa una recente ricerca commissionata da Ricoh Europe (condotta da Coleman-Parkers Research a maggio-giugno del 2013) proprio per evidenziare le opportunità che derivano dall’adotattare una strategia di digitalizzazione dei Bigger Data nelle aziende.
ricohmills.jpgUn fenomeno noto alle aziende che però non è ancora stato affrontato al meglio e nella sua interezza. Tra le principali evidenze messe in luce dalla ricerca, infatti, emerge che i responsabili aziendali sono consapevoli dell’importanza dei documenti cartacei per le strategie di business e l’87% è convinta del fatto che la digitalizzazione migliorerebbe i processi aziendali. Inoltre, il 56% dei leader delle aziende italiane ritiene che digitalizzando le informazioni si otterrebbe un risparmio tra il 5 e il 20% del fatturato. Di questi, il 35% stima tra il 5 e il 10% di risparmio, mentre per il 21% la percentuale si attesta tra l'11 e il 20%. 
“I responsabili aziendali sono sotto pressione e devono riuscire a prendere le decisioni corrette affinché la propria azienda riesca a rimanere competitiva nell’attuale contesto di mercato. Si rendono conto che la questione dei Big Data va ben oltre la grande quantità di informazioni digitali esistenti e riguarda i documenti cartacei contenenti dati importanti per il business.A seguito dei cambiamenti guidati dalle tecnologie, infatti, molti dati aziendali alla base dei processi decisionali in aree quali finanza, marketing e vendite sono rimasti intrappolati negli archivi. Attraverso la dematerializzazione di questi documenti le organizzazioni possono accedere a un bacino informativo più ampio ed esteso. Siamo entrati nell'era dei Bigger Data e la capacità di accedere facilmente alle informazioni, digitali o fisiche, è essenziale per le organizzazioni che vogliono effettuare il passaggio al digitale e promuovere la crescita aziendale. In Ricoh crediamo che la digitalizzazione delle informazioni renda i processi decisionali più efficaci”, ha sottolineato Davide Oriani, Ceo di Ricoh Italia.
davide-oriani-foto.jpgLa digitalizzazione dei dati e delle informazioni, però, è una trasformazione che non è ancora stata interiorizzato da tutte le aziende. La ricerca, infatti, evidenzia, che oltre un terzo delle aziende ha ancora informazioni conservate solo su carta. Una situazione che ha ripercussioni negative non solo sul decision-making aziendale ma anche sulla produttività e sui profitti. Oltre un terzo degli intervistati dichiara che la propria azienda utilizza troppo tempo nella ricerca di informazioni contenute in documenti cartacei. Per non parlare degli elevati costi per la gestione dei dati disseminati negli schedari, nei magazzini e negli archivi personali dei dipendenti.
L’importanza del trattamento dei Bigger Data, però, emerge sempre di più, come mostra la ricerca. I leader aziendali si stanno sempre più rendendo conto dell’importanza del fenomeno Big Data e allo stesso tempo sono anche consapevoli del valore che giace inespresso nelle informazioni cartacee. L’85% del campione afferma che la propria azienda avrebbe potuto imparare dalla recessione precedente per ridurre l'impatto di quella attuale se fosse riuscita ad accedere ai dati storici in modo più semplice e veloce. Di conseguenza, tre quarti delle aziende è impegnata nella digitalizzazione di tali dati. Un'enorme opportunità per le aziende iT che hanno scelto di accompagnare le organizzazioni in questo viaggio. La carta, inoltre, continua a regnare sovrana in alcune aree quali Risorse Umane, Finanziario e Acquisti e anche i requisiti normativi richiedono che alcune tipologie di documenti stampati, per esempio le cartelle cliniche, siano conservate per un lungo periodo di tempo.
Ciò nonostante la dematerializzazione sta imponendosi come una priorità aziendale per molte organizzazioni: il 39% del campione si dice convinto che questi dati saranno completamente digitalizzati entro i prossimi tre anni.
La ricetta Ricoh per gestire al meglio i Bigger Data è esposta da David Mills: “Il primo passo da compiere per gestire i Bigger Data è dipanare il mistero che li circonda. C'è infatti un solo risultato che conta veramente: migliorare le relazioni con i clienti. Questo obiettivo si raggiunge raccogliendo, analizzando e gestendo le informazioni importanti per fornire un migliore servizio ai clienti e fidelizzarli nel lungo periodo. Le informazioni aziendali importanti esistevano già molto prima del boom dei Big Data e per questo è importante guardare ‘oltre’ le informazioni digitali. Importanti informazioni e dati storici, contenuti in documenti stampati, possono aiutare ad avere un quadro più completo e saranno fondamentali per le aziende nel futuro. La crisi economica ha dimostrato che per le organizzazioni è importante avere una visione a 360° del contesto in cui operano. Per questo è necessario che le aziende raccolgano tutte le informazioni critiche per acquisire vantaggio competitivo e migliorare i processi decisionali in futuro”

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