Cloud, Big Data.... Quando l'immaginazione supera la realtà

Cloud, Big Data.... Quando l'immaginazione supera la realtà

Cloud, Big Data... L’idea prevalente è che queste “tecnologie” costituiscano l’evoluzione naturale dell’enterprise IT. Davvero?

di: Piero Macrì del 15/04/2013 12:22

Big Data & Analytics
 
Big Data, Cloud, Mobile, tre tendenze che identificano l’Information Technology del nuovo millennio. Tendenze che sono spesso considerate condizione imprescindibile per introdurre in azienda efficienza e produttività; tecnologia abilitante il new deal dell’impresa anni duemila, in grado di sostenere nuove opportunità di business. Ne siamo davvero sicuri? Oppure siamo solo in presenza di un hype dettato da un’offerta in cerca di una nuova domanda che non necessariamente corrisponde alle reali esigenze? Formulo questa domanda dopo aver letto un documento Gartner relativo alla lentezza con cui le organizzazioni IT stanno rispondendo ai cambiamenti di mercato. Ecco alcune riflessioni.
Innanzitutto, il Big Data: riguarda la possibilità di creare valore attraverso una migliore comprensione dell’ecosistema di informazioni in cui è annegata una qualunque attività di business. Cloud e mobile riguardano, invece, la possibilità di avvalersi di infrastrutture più efficienti e canali di erogazione diversificati rispetto al passato.
Esiste una correlazione tra le tre tendenze: lo sviluppo di una nuova applicazione mobile può avere come riferimento un’infrastruttura cloud ed essere conseguente la realizzazione di un progetto Big Data. Quest’ultimo, nel caso di effettivi volumi di dati trattati ed elaborazione real time, può trovare una sua collocazione naturale in una logica IT as a service.
Il cloud si pone, quindi, come elemento infrastrutturale potenzialmente in grado di supportare al meglio lo sviluppo ed erogazione di nuovi servizi. Non è invece ancora del tutto chiaro se il cloud possa essere l’infrastruttura che metabolizzerà le attuali risorse che gestiscono il patrimonio legacy, ovvero tutto quanto attiene l’investimento IT pregresso (legacy non solo nell’accezione tradizionale di eredità mainframe, ma come complesso di investimenti dell’era pre-cloud).
Il cloud è stato il riferimento naturale delle architetture di data center delle Internet Companies. Altrettanto lo è stato il Big Data per quanto riguarda l’analisi dei dati. L’idea oggi prevalente è che queste “tecnologie” costituiscano l’evoluzione naturale dell’enterprise IT. Davvero? Ho molte perplessità in merito. Mi spiego, semplificando al massimo. Affinché le nuove tendenze cui si è fatto riferimento diventino l’asse portante delle architetture e servizi IT le aziende tradizionali, del mondo finance, della Pubblica Amministrazione, della sanità, del manufacturing, si dovrebbero convertire in Internet Companies.
In altre parole, perché i benefici e i vantaggi conseguiti da questa ultima tipologia di aziende, grazie all’adozione del cloud, possano tradursi in altrettanti vantaggi per il mercato tradizionale sarebbe necessario che queste ultime avessero un identico modello di business e logica di processo assimilabile a quello delle Internet Companies. Il cloud è elemento naturato e congeniale a Facebook , ma lo è altrettanto per la Bank of America? La tipologia di servizi che deve erogare un soggetto finanziario, e l’ecosistema di regole cui esso deve sottostare, sono profondamente diversi da quelli di un social network o di una qualsiasi azienda full internet.
L’adozione del cloud e del Big Data saranno, sono, verosimilmente conseguenti un approccio tattico. Appare invece discutibile che queste tendenze vengano recepite e tradotte per diventare parte integrante e sostituiva dell’attuale apparato e conglomerato software-hardware legacy. Comunque verrà attuato il cloud sarà fondamentalmente diverso da come si è andato configurando sinora nelle web companies, dove prevale un’economia puramente digitale. 
Si criticano spesso le aziende per non essere state altrettanto rapide nel convertire la propria organizzazione coerentemente con le novità che si sono andate esprimendo al di fuori del proprio ecosistema, nel mondo consumer e nel mondo del web. Di certo un ritardo esiste, soprattutto se considerato il grado innovazione medio del mercato enterprise. Tuttavia, quest’ultimo è un soggetto con proprie specificità, che differiscono dal modello impostosi con l’affermazione delle digital companies. L’IT mainstream deve, quindi, trovare un proprio percorso originale di trasformazione e innovazione. Percorso che sarà verosimilmente diverso dalle attese di coloro che pontificano sul potere salvifico del cloud e tecnologie accessorie.
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