Sun, per Oracle il sole continua a splendere

Sun, per Oracle il sole continua a splendere

La disponibilità di nuovi sistemi T5 e M5, midrage e high-end, testimonia il valore che può ancora esprimere la piattaforma tecnologica SPARC-Solaris

di: Piero Macrì del 08/04/2013 11:50

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Ma Larry Ellison ha fatto un buco nell’acqua quando nel 2010 decise di acquisire Sun Microsystems per 7,4 miliardi  di dollari? Allora il fatturato Sun era di 10  miliardi di dollari, tutti prevalentemente ascrivibili alla componente hardware, considerato che la dimensione software era valutata intorno a una cifra inferiore al miliardo di dollari. L’ultimo esercizio fiscale di Oracle, concluso il maggio scorso, è stato di 37 miliardi di dollari. Di questo valore solo il 10% circa è associabile alla vendita di tecnologia server. Significa che oggi solo un 30% di quello che una volta era il core business di Sun è sopravvissuto all’interno della compagine societaria di Ellison.
Un buco nell’acqua, quindi? Se si analizza il fenomeno soltanto da un punto di vista del fatturato hardware la risposta sarebbe scontata. Ma l’acquisizione di Sun si è dimostrata funzionale al progetto originario di Oracle: creare una soluzione proprietaria convergente hardware-software in grado di valorizzare il core business dell’azienda di Ellison ovvero il database e tutte quelle soluzioni associate ad applicazioni di classe enterprise.  “La capacità di avere un ambiente totalmente integrato si dimostra un plus”, afferma Ennio Ceccarelli, country leader della divisione hardware.
Nonostante il fatturato hardware dell’azienda da tre anni a questa parte sia in costante diminuzione vi sono i presupposti perché si avvii una nuova fase di sviluppo e di recupero del market share. Non dimentichiamo, poi, che l’acquisizione di Sun ha un valore che va oltre la componente strettamente hardware, in quanto ha portato in eredità tecnologie come MySql e Java. Quest’ultimo, in particolare, era ed è l’ingrediente che ha permesso a Oracle di enucleare un ambiente di middleware e di sviluppo essenziale a quelle che sono state le strategie del gruppo negli ultimi anni. Come dire, per realizzare un ambiente software d’acciaio, a Oracle mancava una lega e questa lega era la componente Java di Sun. Non solo, Oracle ha acquisito una delle tecnologie di sistema operativo più avanzate nell’ambiente Unix, Solaris, così come un’architettura di processore, SPARC, che ha dimostrato nel tempo di poter competere al meglio con soluzioni analoghe di concorrenti come Ibm e HP. 
Attorno al blocco tecnologico SPARC-Solaris Oracle ha creato un’offerta di sistemi general purpose e, dall’altra, un’offerta specializzata, oggi ascrivibile a tutta la componente ExaLogic ed ExaData. L’annuncio del mese scorso della disponibilità di nuovi sistemi Oracle, T5 e M5, midrage e high-end, basati su una nuova versione di processore Sparc, testimonia il valore che questa tecnologia può oggi ancora esprimere. “Dai benchmark effettuati con sistemi comparabili della concorrenza, in questo caso i server IBM Power, i risultati sono stati imbarazzanti, afferma Ceccarelli. Imbarazzanti perché hanno rivelato un price performance 10 volte mediamente superiore alle piattaforme Ibm. In particolare, questa nuova offerta ci permette di acquisire una rinnovata forza nel segmento server high-end, quello in un cui finora siamo stati più deboli. I sistemi M5 ci mettono nella condizione di competere al meglio su un  segmento di mercato strategico. La possibilità di avere piattaforme convergenti, come quelle messe a punto sulla tecnologica SPARC, realizzata attraverso un’integrazione software, di networking e di storage, ci pone nella migliore condizione per rilanciare il business del server”.
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