Analytics & Big Data, opportunità e potenzialità

Analytics & Big Data, opportunità e potenzialità

La crescita prevista da qui al 2018 è del 45% su base media annua e il valore complessivo generato potrebbe essere di 48,3 miliardi di dollari, otto volte tanto il valore generato nel 2012 (6,3 miliardi)

di: Piero Macrì del 11/02/2013 15:23

Big Data & Analytics
 
Si moltiplicano in questo periodo le proiezioni in relazione al gettito globale che il nuovo emergente mercato del Big Data potrebbe generare nel corso dei prossimi anni. Le ultime, in ordine di tempo, sono quelle contenute nel report rilasciato da Transparency Market Research La crescita prevista da qui al 2018 è del 45% su base media annua e il valore complessivo generato potrebbe essere di 48,3 miliardi di dollari, otto volte tanto il valore generato nel 2012 (6,3 miliardi). Secondo il report più del 60% dell’attuale mercato è dominato da cinque aziende: HP, Teradata, Opera Solutions, Mu Sigma e Splunk e i settori che costituiscono i driver del mercato sono i servizi finanziari, la sanità e la pubblica amministrazione. Gli investimenti sono al momento concentrati in massima parte negli Stati Uniti che da soli valgono più del 50% del mercato globale.
Una delle cose interessanti che emerge dal report è che, tutto sommato, le opportunità che si nascondono nella nuova dimensione di analisi dei dati sono afferibili a nuove applicazioni. In definitiva, così come accade per il cloud, l’espansione di investimenti legati al Big Data, non deriva tanto dalla trasformazione del business mainstream, ma da nuove opportunità che nascono dall’analisi di dati in contesti del tutto diversi.
Il Big Data rende gli analytics alla portata di un numero più ampio di aziende. Se fino ad oggi tecnologie ultra performanti erano appannaggio del calcolo scientifico e centri di eccellenza tecnologici, che dovevano trattare enormi volumi di dati, con il Big Data viene avviata una nuova fase in cui capacità elaborative e di storage, necessarie a supportare complesse analisi, diventano disponibili a un’audience più estesa. 
Che le potenzialità del Big Data siano tendenzialmente infinite lo si rileva anche dagli studi compiuti da Idc, nei quali si afferma che attualmente soltanto lo 0,5% delle informazioni disponibili vengono analizzate. Tuttavia è bene tenere presente - così come afferma Jeanne Harris, Executive Research Fellow e Senior Executive presso l’Accenture Institute for High Performance - che le opportunità possono essere colte soltanto se si sviluppa, internamente alle aziende, una cultura di analytics e necessarie e adeguate skill. D’altra parte Big Data significa evoluzione e non rivoluzione dei processi che sottendono il trattamento dei dati.
“Le aziende più innovative hanno impostato negli anni strategie e modelli di business avvalendosi di strumenti e soluzioni BI che hanno loro consentito di analizzare i dati in modo più efficiente e redditizio, implementando quella che comunemente viene definita una strategia data driven ovvero basata su un approccio analitico. Per implementare una strategia di questo tipo in una logica big data, dice Harris, e far sì che il metodo analitico diventi la modalità attraverso la quale raggiungere una reale posizione competitiva, servono competenze matematiche, statistiche e di gestione dei dati allineate al nuovo paradigma. Ne sanno qualcosa le aziende nate nell’alveo di Internet che, per definizione, sono aziende data driven”. “A differenza del passato – secondo Harris - oggi abbiamo la possibilità di analizzare dati in tempo reale, o in near real time, abbiamo le risorse tecnologiche che permettono di compiere analisi predittive anche su basi di dati multistrutturati. Un cambiamento epocale che mette le aziende nella condizione di indirizzare il mercato con una capacità maggiore di adattamento rispetto alle trasformazioni e ai cambiamenti che avvengono nel mercato”.
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