Axiante, la Business Intelligence è mobile

Axiante, la Business Intelligence è mobile

L'uso sempre più pervasivo di tablet sta trasformando anche le applicazioni di Business Intelligence, che nell'arco di un biennio diventeranno sempre più mobili, offrendo un accesso costante, in ogni momento e da ogni luogo, ai report e ai...

di: Barbara Torresani del 17/10/2011 14:00

 
"Come azienda di system integration Axiante deve essere concreta, avere i piedi per terra; che significa che i progetti complessi che segue devono funzionare. Concretezza che però si sposa anche con capacità di cavalcare l'innovazione. Per questo circa ogni 15-18 mesi effettua una ricerca di mercato al fine di capire, e quindi anticipiare, i trend di mercato, per essere pronti quando il cliente lo chiederà".  Così Romeo Scaccabarozzi, President di Axiante, spiega i motivi alla base dell'indagine condotta sul tema della Business Intelligence Mobile, su un campione di 200 organizzazioni private (hanno risposto in 176) con un fatturato al di sopra dei 300 milioni di euro, sia italiane che filiali di grandi organizzazioni. 
axiante-la-business-intelligence-e-mobile-1.jpg"La Business Intelligence esiste da più di un ventennio. Negli anni si è dimostrato un segmento dimercato capace di mantenere molto promesse, sempre in crescita. Al suo interno oggi si sta affermando un fenomento interessante, quello della Business Intelligence in mobilità", afferma Scaccabarozzi.
Se negli anni scorsi parlare del tema risultava infatti del tutto futuristico, oggi siamo di fronte a una realtà, innescata da un cambiamento tecnologico: la mobilità degli utenti che accedono ai dati non dall'ambiente residenziale. Lo fanno al di fuori del perimetro aziendale attraverso uno strumento che ne ha molto accelerato l'adozione: l'Ipad, più degli altri tablet e soprattutto molto più che gli smartphone. Strumenti nelle mani di chi conta in azienda, in grado di orientare gli investimenti anche in tempi di crisi.
Dall'indagine risulta che il 71% delle aziende intevistate ha pianificato di fare Business Intelligence in mobilità tra il 2012 o nel 2013. Il restante 29% del campione non ha ancora valutato il fenomeno. Sono aziende che già fanno uso al proprio interno della Bi classica e guardano a un utilizzo diverso della BI. Gli utenti della Bi mobile infatti non sono i classici utenti aziendali di BI, gli uomini di marketing che analizzano grandi moli di dati tendenzialmente dall'ufficio, ma sono persone che lavorano al di fuori dell'azienda e hanno necessità di rappresentazioni sintetiche e informazioni in tempo reale, cioè di analizzare pochi dati con viste di tipo grafico sul dispositivo mobile.
Dall'indagine risulta anche che  la Bi mobile è un'onda tecnologica che al momento non va nella stessa direzione del cloud computing. Del 71% del campione che adotterà la Bi mobile, infatti, l'88% afferma di non volerla realizzare all'interno del Cloud Computing (51% non pensa di farlo mentre il 37% decisamente non lo farà); solo un risicato 12% abbina le due tecnologie. E a trascinare la BI verso il mobile, divenendone quasi il promotore in azienda, è, e sarà, soprattutto il top management, poco incline a utilizzare strumenti IT complessi e molto aperto a strumenti più userfriendly quali l'Ipad, il dispositivo più alla moda del momento.
I risultati dell'indagine hanno quindi confermato ad Axiante che il percorso intrapreso qualche mese fa con il progetto Mo.Bi.Lab è nella direzione giusta, per raggiungere l'obiettivo di integrare le attuali applicazioni di Business Intelligence con le nuove tecnologie, in modo da renderle fruibili in maniera immediata e naturale anche da parte degli utenti mobili.
Nello specifico il programma Mo.Bi.Lab punta ad agevolare le imprese a rendere sempre più "mobili" le loro applicazioni di BI, modificando e adattando le attuali applicazioni di BI in modo da poterle integrare con i dispositivi mobili, agendo da un lato sull'ottimizzazione del throughput dei dati e dall'altro lato sul presentation framework tipico di tablet e smartphone.
Ancora una volta Axiante è chiamata a giocare il ruolo di abilitatore, capace di interpretare e capire le esigenze del cliente. In questo caso si tratta di trasformare la Bi tradizionale per applicazioni mobili ritagliandola sulle esigenze del cliente.
"La sfida volta a integrare dispositivi e applicazioni di uso quotidiano con le esigenze proprie del business parte proprio da qui: "poter utilizzare con continuità e sicurezza i dispositivi mobili apporta notevoli vantaggi poiché permette di garantire al management un accesso costante, in ogni momento e da ogni luogo, ai report e ai documenti garantendo la possibilità di continuare a lavorare anche se si è fuori ufficio", conclude Scaccabarozzi.    

 

 


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