Mauden accanto all'hardware mette i servizi e il software di Dpcs

Mauden accanto all'hardware mette i servizi e il software di Dpcs

Il system integrator sigla una partnership con Dpcs, attiva nell'ambito dei servizi e nel software. Obiettivo: presentarsi al mercato nel 2012 come una nuova realtà, capace di indirizzare il mercato della system integration a tutto tondo, con...

di: Barbara Torresani del 19/10/2010 09:30

 
Il periodo difficile del mercato pone le aziende di fronte a nuove scelte e ripensamenti. Per crescere infatti non basta essere immuni alla crisi o esserne toccati solo marginalmente. Gli effetti negativi coinvolgono tutti, in modi e tempi differenti, e quindi bisogna sapersi attrezzere in modo adeguato. Ne è consapevole Mauden, società di system integration, con 23 anni di storia alle spalle, un team di 30 dipendenti, un fatturato che supera i 30 milioni di euro, una specializzazione nell'ambito hardware - in prevalenza nel comparto storage e nell'area mainframe - una relazione a doppio filo con Ibm di cui è Premier Business Partner. "Mauden procede discretamente, non ha subìto nessuno grosso scossone, ma per sperare di continuare a crescere occorre estendere le proprie competenze e conoscenze, che per Mauden significa soprattattutto estendersi nell'ambito dei servizi – oggi al 20% - e del software - al 5%, afferma Roberta Viglione, presidente di Mauden".
mauden-accanto-all-hardware-mette-i-servizi-e-il-s-1.jpgDa qui la partnership siglata a settembre con Dpcs (Data Processing Consulting Services), un partner di lunga data specializzato nella fornitura di servizi e software (automazione e gestione dei sistemi) in ambienti IT enterprise, in particolare nell'ambito mainframe Ibm e open system.
"Ci unisce la competenza sull'area infrastruttuale del data center, spiega Viglione. Siamo nati in area mainframe e continuiamo a crederci. Oggi occorre vedere il mainframe in una nuova veste, nella nuova logica dell'ambiente ibrido, che contiamo di proporre al mercato portando competenze a 360 gradi hardware, software e di servizi. Non vogliamo pestare piedi ad altri, l'area applicativa non ci interessa, ma vogliamo diventare una forza vera combinando le rispettive competenze."
In questa prima fase, partita a settembre, Mauden è entrata nel capitale di Dpcs al 20%, con l'obiettivo di arrivare alla completa acquisizione entro la fine del 2011. Primo segno tangibile della relazione è relativo alla creazione di una nuova divisione, focalizzata sull'erogazione di servizi congiunti, guidata da Giuseppe Belardinelli, già amministratore delegato di Mauden, che afferma: "L'idea è quella di combinare al meglio le rispettive competenze, consentendo a Mauden di ampliare la propria offerta di erogazione diretta di servizi e per Dpcs di estendere la propria capacità di accesso al mercato". L'accordo consentirà anche di rafforzare la posizione di Business Partner impegnati sulla piattaforma Ibm zSeries, con una focalizzazione sulle sue recenti evoluzioni architetturali verso il mondo open, e proponendosi come vero e proprio 'Centro di competenza mainframe', fermo restando la necessità di proporsi al mercato "con una propria identità sganciata dai frequenti cambiamenti di rotta dei vendor che impongono rapide virate".
Ibm stessa vede molto di buon occhio l'iniziativa congiunta, tanto da aver investito in essa, in una piano di formazione che vede le proprie risorse lavorare a stretto contatto con quelle della nuova compagine.
mauden-accanto-all-hardware-mette-i-servizi-e-il-s-2.jpgCome spiega Belardinelli, il progetto congiunto Mauden-Dpcs punta poi a rafforzare il portafoglio di risorse nel mondo degli open system e a mantenere la focalizazzione sull'evoluzione delle tecnologie infrastrutturali (il riferimento qui va in particolare al cloud computing), sugli aspetti di gestione del dato (lo storage la fa da padrone visto che pesa al 50% sul risultato Mauden) e sulla virtualizzazione.
Le due aziende hanno definito un business plan che traguarda la fine del 2011, momento in cui si fonderanno in una nuova realtà. Per ora continueranno a operare come unità separate, collegate in modo sinergico dalla nascente Divisione Servizi, che lavora a un amplimento della capacità di offerta e a una maggiore disponibilità di servizi.
L'offerta congiunta è già pronta a proporre soluzioni di virtualizzazione e archiviazione documentale (per la fine del 2010 è atteso un importante accordo nell'ambito della virtualizzazione, non quella tradizionale ci tengono a dire, ma legata a componenti periferiche), e punta a connotarsi in maniera completa con l'aggiunta di altri tasselli.
I servizi tecnologici prevedono analisi, tuning e capacity planning di storage e sistemi e monitoraggio dell'infrastruttura mentre l'erogazione di servizi operativi riguarda l'outsourcing della gestione operativa mainframe e open e l'automazione delle operazioni di sistema
"Quello che stiamo portando avanti è un cambiamento importante, conclude Viglione. Vogliamo differenziarci, trovando una nuova connotazione. Puntiamo a creare una nuova realtà riconoscibile e sostenibile, con una propria identità e offerta. E vorremmo che l'unione delle due realtà facesse da fattore moltiplicatore, portando il fatturato a circa 50 milioni di euro entro il 2012".   

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