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Blockchain, l'esperienza GFT-Creval

L'iniziativa blockchain avviata da Gft e l'esperienza acquisita in Creval nell'ambito dei pagamenti

Autore: Redazione

GFT Italia ha messo in campo un approccio pragmatico per capire l’applicabilità della tecnologia Blockchain nel settore bancario, avviando con dieci player italiani, un percorso strutturato. Nella sede londinese di GFT è partito due anni fa il progetto Jupiter con l’obiettivo di creare un incubatore della nuova distributed ledger technology, ovvero una piattaforma che permette una selezione veloce delle idee e la loro successiva prototipazione.

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La rapida evoluzione del settore, sia in termini di processi tecnologici sia di business, ed i costi di progetto che possono derivare da scelte sbagliate, hanno imposto di progettare l’Incubatore in modo da poter, per ogni iniziativa, definire con precisione gli investimenti necessari (sia iniziali sia ongoing), evidenziare gli snodi decisionali (es. quando abbandonare un progetto), agire come mentoring tecnologico e di business verso i team di progetto esistenti nelle varie countries.

Ne è derivata una metodologia, che parte dalla ideazione e prosegue con la selezione delle proposte di business più rilevanti attraverso un metodo basato su 10 metriche qualitative. Il percorso si è concretizzato con lo sviluppo di prototipi, mettendo a fattor comune la GFT Blockchain practice in termini di Business/Technical Advisory, gli ambienti necessari per il test e l’esecuzione tecnica. Siamo partiti dalla consapevolezza dell’alto tasso di fallimento di queste iniziative in Italia, puntando al successo proprio grazie a un’iniziativa di sistema”. afferma Franco Saracco, Sales Executive Director GFT Italia.

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Con un approccio focalizzato su ambiti di business fondamentali per le banche e su processi da rivedere, GFT ha così costruito un tavolo di lavoro coinvolgendo le aziende del settore e nell’area delle infrastrutture e servizi (SIA) nonché un attore nella formazione e adozione organizzativa (B3). Si è arrivati a definire un
framework architetturale grazie al quale, attraverso componenti open si possono coprire tutti gli aspetti per lo sviluppo di progetti in questo ambito.

L’iniziativa, decollata ad inizio anno dopo un’incubazione di alcune settimane, si è sviluppata lungo due percorsi. Il primo consisteva nel valutare l’applicabilità della tecnologia DL su un caso concreto di business in un’area, quella dei Crediti, dove GFT è leader. “Tramite una Proof-of-Concept (POC) abbiamo analizzato, in termini di rischiosità e performance, l’attuale processo Anticipo Fatture con un indirizzo di sistema aperto a tutte le Banche. In quest’areaprosegue Saracco - ci sono esigenze di revisione di processi e rischiosità difficili da gestire con una impostazione tradizionale”.

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In parallelo sono state definite con le banche partecipanti altre possibili applicazioni nell’ambito dei processi business-to-business, secondo una logica complessiva end-to-end, e senza sospensioni in caso di fallimento di una prima sperimentazione. "In questo modo, se il primo use-case scelto non dovesse andare a buon fine, si passa al successivo della lista dei possibili use-case, condividendo gli investimenti con i partecipanti all’iniziativa".

Ne è derivato un modello architetturale interoperabile e scalabile, in cui a fronte di un’infrastruttura tecnica resiliente e sicura (H24), viene costruito, per ogni banca, un nodo blockchain, con opportuna governance per il popolamento sicuro della rete. Su tale struttura si potranno progressivamente innestare ambiti di business verticali (es. Crediti, Pagamenti), accessibili tramite OpenAPI, che consentiranno alle banche partecipanti di scambiarsi dati, transazioni, contratti.

Creval ha deciso di partecipare al tavolo di lavoro GFT sin da subito. “L’anticipo fatture è una funzione che aveva bisogno di essere rinnovata e in sole 16 settimane si è sviluppato l’intero piano di lavoro. La POC ha simulato su rete Blockchain la forma tecnica di Anticipo Fatture e la conseguente Cessione del Credito» con notifica e Accettazione dal Seller (Cedente) verso il Buyer (Ceduto)”.

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Altro attore del processo è il provider di Fatture Digitali, integrato verso la rete blockchain tramite un Multi-Hub. Per Creval, "Il
processo dell’anticipo fatture così gestito, supera quindi le criticità del modello tradizionale, ovviando grazie alla nuova tecnologia al problema della rischiosità. Il seller e buyer certificano la bontà della fattura creata, con immediati vantaggi di validità; il tema della manualità viene abbattuto perché tutto è gestito online e la continuità operativa è garantita H24 grazie all’esistenza di più nodi a salvaguardia l’uno dell’altro".

"Con le metodologie tradizionali i costi sarebbero stati maggiori così come più lunghi sarebbero stati tempi di lavorazione", dice Saracco. "Blockchain, al contrario, rende nativamente disponibili tutte le funzionalità e in più offre centralità".

"La tecnologia Distributed Ledger è stata adottata per le sue caratteristiche intrinseche che contribuiscono a rendere più efficiente l’accesso e la fruizione delle informazioni permettendo inoltre la notarizzazione dello stato del network. Queste caratteristiche - conclude Saracco - contribuiscono a migliorare l’accesso, la sicurezza e disponibilità delle informazioni, rendendo più efficaci i processi volti a garantire la business continuity rispetto ad un sistema centralizzato"
.

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Pubblicato il: 07/04/2017

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