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Il ritorno di Veritas nell’arena della data governance

In vista della completa separazione da Symantec, si rinnova il portafoglio di prodotti

Autore: Roberto Bonino

Da quando, nell’ottobre 2014, si è iniziato a capire che Symantec aveva l’intenzione di separarsi da Veritas (acquisita circa dieci anni prima per 13,5 miliardi di dollari), si sono moltiplicate voci sulle rispettive organizzazioni e sulle reali intenzioni che si celano dietro questa mossa.
Massimiliano Ferrini, country manager di Veritas Italia, chiarisce qual è la situazione allo stato attuale e cosa sarà lecito attendersi nel breve periodo: “Da aprile 2015 siamo due entità operativamente separate. Noi ci occupiamo di gestione delle informazioni e Symantec è concentrata sul proprio core business della sicurezza. I motivi che dieci anni fa hanno portato all’acquisizione restano validi, ma nella pratica gestione e protezione restano aree divise anche all’interno delle aziende clienti”.La divisione sarà totale e definitiva a partire dall’inizio del 2016, quando per Veritas si dovrebbe aprire la strada della quotazione in Borsa.massimiliano-ferrini-veritas.jpg
La decisione della scissione nasce chiaramente dall’intento di focalizzare il business delle due realtà sulle rispettive competenze storiche e sfruttare una maggior agilità organizzativa. Per Veritas, l’accento si pone soprattutto su software e appliance per lo storage, ma anche sul promettente mercato della governance dei dati e dell’e-discovery: “Non si tratta di sottolineare solo quanto stia crescendo il volume dei dati da elaborare per le aziende - puntualizza Ferrini – ma soprattutto di offrire strumenti utili per trovare facilmente le informazioni realmente importanti, che spesso non superano l’1,5% del volume totale trattato”.

Pubblicato il: 30/07/2015

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