Logo ImpresaCity.it

HP, lo storage è linfa vitale nelle infrastrutture aziendali

Alla luce dei recenti annunci di HP Discover, Yari Franzini, Country Manager, HP Storage Division Italy, delinea la strategia storage di HP.

Autore: Barbara Torresani

E’ uno storage moderno quello messo in campo da HP, che risponde alle esigenze emergenti delle aziende.
Lo scorso dicembre in occasione di HP Discover a Francoforte, la società aveva dato il via a  una ‘rivoluzione’ a livello di porfolio di soluzioni, in cui trovava spazio anche la componente storage. In quell’occasione, infatti, HP ha lanciato la strategia ‘Converged Storage’ che poggia su architetture storage uniche per differenti tipologie di esigenze al fine di razionalizzare le infrastrutture legacy dei clienti, ottimizzandone costi, capacità e performance sia per quanto riguarda lo storage primario sia per le componenti di  protection e retention. “I recenti annunci dell’edizione di Discover, tenutasi a Las Vegas lo scorso giugno, vanno a completare questo disegno orientandosi principalmente all’ambiente delle Piccole e Medie Imprese e introducono novità sia a livello di soluzioni - con l’introduzione di prodotti entry level di nuova generazione molto più performanti e in grado di indirizzare esigenze di semplificazione della gestione dello storage dal punto di vista delle prestazioni e della disponibilità elevata - sia un programma rivolto ai partner, denominato HP Simply StoreIT, volto a dare nuova energia al canale, attraverso formazione, tool, attività di co-marketing e riconoscimenti ai partner in modo tale da velocizzare il go-to-market e dar loro il giusto ‘boost’”, spiega Yari Franzini, Country Manager, HP Storage Division Italy, incontrato di recente per fare il punto sulla strategia storage di HP.


Nello specifico, le novità ascrivibili al mercato Pmi comprendono gli array a disco di fascia entry-level Msa di nuova generazione e ottimizzazioni alla gamma HP StoreEasy Storage.
Le aziende Pmi spesso hanno a disposizione risorse IT limitate e skill inadeguati  in ambito storage; tutto ciò rende difficile per tali aziende implementare i sistemi necessari per supportare le applicazioni che richiedono prestazioni e disponibilità elevate. Il nuovo sistema HP MSA 2040 Storage semplifica la gestione e migliora le prestazioni, garantendo velocità fino quattro volte superiore rispetto a quella delle soluzioni di storage su disco esterno della stessa fascia di prezzo.
Da parte sua, invece, il portafoglio rinnovato HP StoreEasy Storage mette le Pmi nella condizione di  gestire e proteggere in maniera efficiente volumi crescenti di dati su file, senza necessità di competenze particolari. Come detto, non solo prodotti ma programmi adeguati alle Pmi, un mercato quest’ultimo presidiato dai partner di canale. Per loro HP mette in campo HP Simply StoreIT Program – inserito all’interno del programma HP Just Right IT - che offre guide sulle soluzioni e architetture di riferimento al fine di consentire ai partner di canale HP e ai clienti delle Pmi di accelerare la distribuzione della soluzione. Questi asset sulla soluzione puntano a risolvere le problematiche specifiche di alcune aree critiche, quali virtualizzazione, backup e protezione dei dati, Microsoft Exchange e Microsoft Sql Server e consolidamento dei file. Il programma, inoltre, include tool, risorse e riconoscimenti per supportare i partner di canale nella velocizzazione del time-to-revenue delle soluzioni di storage HP. Fra gli strumenti sono inclusi modelli per i preventivi e le configurazioni, materiali co-branded per la generazione di lead, materiale di formazione e documentazione per aumentare le opportunità di vendita.
Come racconta Franzini, inoltre, a Las Vegas sono stati presentati ulteriori sviluppi in termini di soluzioni nell’ambito del Software Defined Storage. “Il trend del Software Defined Storage è da tenere sott’occhio, considerato il fatto che rende le infrastrutture più snelle e dinamiche. HP è stato pioniere in questo mercato, grazie all’acquisizione della software house LeftHand. E’ partita prima rispetto ai competitor e oggi gode di questo vantaggio. Oggi, infatti, siamo alla seconda generazione di prodotti. In quest’ambito di recente è stato impreziosito il portfolio delle soluzioni di backup, che stiamo sfruttando in modo ottimale in un’ottica gestione dei siti remoti dei clienti”, sottolinea Franzini.
In questo contesto si colloca il nuovo prodotto StoreOnce Virtual Storage Appliance (Vsa), che abbatte i costi di backup dei siti di piccole dimensioni fino al 65%, si implementa come macchina virtuale nei server standard, evitando ai clienti l’acquisto di hardware dedicato. Permette ai provider di hosting di offrire funzionalità di backup in modalità as-a-service e diminuisce i costi che le imprese sostengono per la protezione delle sedi remote. Inoltre, HP StoreOnce Vsa riduce le esigenze di hardware fisico fino al 50% e i costi per l’energia fino al 70%.  “L’idea è non quella di andare a depositare ulteriori silos di storage nei branch office ma sfrutture le nuove funzionalità che poggiano su piattaforme standard x86 in modo che le infrastrutture virtualizzino sistemi di backup che, mediante adeguati algoritmi di deduplica, portano il dato al centro in modo tale da centralizzare il back up di tutta l’azienda", spiega Franzini.
Un altro ambito in cui HP ha avuto ulteriori sviluppi riguarda il mondo ‘flash’. “Già a dicembre HP aveva declinato come, con la strategia Converged Storage, si semplificano pesantemente le infrastrutture con un’unica architettura capace di scalare verso l’alto e il basso con funzionalità comuni; oggi abbiamo ancora una volta concentrato le forze su quest’unica architettura di primary storage, quella di derivazione 3Par, andando a lavorare sulla componente flash”, dichiara Franzini. In quest’ambito HP ha introdotto HP 3PAR StoreServ, un sistema all-flash solid-state ottimizzato, che offre alte prestazioni e bassa latenza, senza compromettere la resilienza dell’ambiente enterprise, né aumentare la complessità del data center. Il sistema in questione offre più di 550.000 operazioni di input/output al secondo, con un tempo di risposta inferiore agli 0,7 millisecondi. Gli algoritmi di caching specifici per flash regolano in modo dinamico la granularità delle operazioni di scrittura e lettura per ridurre la latenza e velocizzare le transazioni.
Come visto, Software Defined Storage e flash memory sono solo alcuni dei temi indirizzati dalla strategia HP in ambito storage, a fianco dei quali trovano post trend quali quello dello ‘Storage as a service’ e del ‘Cloud Storage’. “La carta giocata da HP in queste situazioni oltre a quella tecnologica è quella di poter  fare leva su una  struttura di servizi finanziari interna che riesce a fornire una soluzione chiavi in mano al cliente. Lo strumento finanziario, infatti, mette il cliente nella condizione di fruire dello storage a seconda dell’effettivo e reale utilizzo. Così operando, HP è molto più flessibile rispetto ai competitor perché riesce a gestire sia i picchi dello storage in termini di utilizzo incrementale ma anche le situazioni inverse, gestendo in modo flessibile la decrescita dello storage anche dal punto di vista finanziario. Questo secondo noi è un grosso valore nell’ottica dell’inprecibilità a cui oggi sono sottoposte le infrastrutture informatiche”, afferma Franzini. E continua: “L'adozione di formule di 'storage as a service' e 'cloud storage' in Italia è più lenta rispetto ad altri paesi, in particolare sul cloud,  ma, a tendere, riteniamo che questi siano gli ambiti in cui ci si aspetta una forte crescita. In particolare, il cloud storage è in ascesa in situazioni di elevati incrementi dei dati di archivio, piuttosto che in progetti di disaster recovery”.
Quello dello storage, pur non potendo esplicitare i numeri, sembra essere un business interessante all’interno dell’intera proposizione HP. “Anche in Italia si registra una crescita  a due cifre come a livello mondiale su tutto il portfolio della Converged Infrastrucure  - in cui si colloca la componente storage -, su cui HP ha fortemente investito per il presente e il futuro”, dichiara Franzini.  

[tit:Applicazioni, elementi distintivi e obiettivi futuri]
Quali le principali esigenze indirizzate dalle piattaforme storage HP? “In Italia  stiamo lavorando molto nell’ottica della razionalizzazione e del consolidamento delle infrastrutture. I clienti apprezzano molto la possibilità di uniformare in un’unica architettura esigenze che in genere sono gestite attraverso moltepici archietetture. HP ha sviluppato numerosi progetti di centralizzazione del backup attraverso una soluzione completa hardware, software e servizi. Inoltre si iniziano a vedere i primi progetti di Big Data e Archiving dove sostanzialmente stiamo facendo sinergia con la divisione Autonomy con la quale ci presentiamo insieme sul mercato nell’ottica della soluzione completa HP”, argomenta Franzini. 
Nel panorama delle offerte storage presenti sul mercato HP ritiene di avere alcune carte in più da giocare rispetto ai principali concorrenti. Secondo Franzini gli elementi distintivi di HP sono molteplici a partire dalla completezza del portfolio storage – che va dal primary storage fino al backup e all’archiving, quest’ultimo si lega al tema dell’information management in cui HP ha sviluppato forti integrazioni con la tecnologia Autonomy, che che completa la soluzione. Un altro elemento distintivo è rappresenato dalla consulenza specializzata sullo storage, in grado di affiancare il cliente in un percorso di gestione ottimale delle informazioni: “Non dimentichiamoci che stiamo parlando di ambienti altamente critici, in cui lo storage è linfa vitale; il fatto di poter fornire adeguati livelli di servizio in termini di supporto è un elemento differenziante”, sostiene. E ancora... il Software Defined Storage e la Converged Infrastructure: “HP ha una marcia in più notevole. Ha tutto in casa: le anime server, storage e networking integrate in modo nativo, in ambiente x86. Gli investimenti in termini di acquisizioni sono stati fatti nell’ottica di creare l’integrazione tra queste componenti. Oggi HP può contare su un sistema di management convergente con gli altri elementi dell’offerta HP. Soluzioni complete in grado di indirizzare un certo livello di servizio a seconda delle esigenze dei clienti”, ribadisce Franzini.
In termini di indirizzi futuri dell’offerta Franzini vede come interessante lo sviluppo che si avrà sull’’approch federation’, inteso come possibilità di avere un certo numero di storage visti come elemento unico che si autobilancia. Una modalità che consente di semplificare l’utilizzo dello storage in quanto, a prescindere da quanto storage si ha in casa,  si può bilanciarne l’utilizzo mediante una feature software.
Dal punto di visto del mercato, invece, l’orientamento di HP  va verso nuovi canali. “Indirizziamo al meglio alcuni trend come il cloud storage attraverso le alleanze. Per questo motivo stiamo cercando di stringere forti relazioni con interlocutori quali i Service Provider. E poi c’è tutto il tessuto Pmi da coinvolgere sullo storage e in questo ambito il tema dello sviluppo canale è molto sentito. In  HP stiamo facendo recruitment importanti, a dimostrazione del fatto che siamo sulla strada giusta,” conclude Franzini.
Pubblicato il: 28/07/2013

Tag:

Cosa pensi di questa notizia?

Speciali

speciali

Red Hat Open Source Day, il futuro ha il sapore dell’open source

speciali

L’affermazione della stampa 3D tra prototipazione e produzione