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Industria 4.0, come diventare protagonisti del percorso di trasformazione digitale

Utilizzare l’informatica in modo trasversale alle macro aree d’impresa per acquisire nuova competitività ed efficienza

Autore: Piero Macrì

Il difficile contesto economico in cui si trovano ad operare le aziende e la progressiva trasformazione delle regole di mercato obbligano le organizzazioni a intervenire per riconquistare nuova efficienza e competitività. Questi obiettivi sollecitano le direzioni IT a stabilire un rapporto più stretto con il business e a dare risposta alle priorità strategiche delle aziende. Significa puntare a una razionalizzazione e consolidamento delle risorse esistenti e, nello stesso tempo, introdurre una logica che potremmo definire di Business Technology ovvero di allineamento tra tecnologia e business.

In ambito manifatturiero esiste oggi una prospettiva di rinnovamento in grado di aiutare l’impresa a traghettare verso un nuovo livello di efficienza. Possiamo parlare di Industria 4.0, Smart Factory o Digital Manufacturing, ma il denominatore comune riamane sempre lo stesso: la trasformazione digitale, che può essere declinata sotto molteplici e specifici aspetti che intersecano le diverse aree di business.

Al di là dei termini marketing che servono ad enfatizzare la proposta tecnologica emergente, una considerazione è d’obbligo: per la prima volta le aziende sono nella condizione di utilizzare l’informatica in modo trasversale alle macro aree d’impresa, quella di produzione e quella tradizionale, creando opportunità di rinnovamento inedite.

Il sogno dell’interoperabilità e dell’integrazione diventa oggi una realtà. Siamo immersi in una nuova dimensione che rende possibile mettere in relazione dati generati da una molteplicità di sorgenti di business e di produzione superando i tradizionali limiti di un’organizzazione a silos o a compartimenti stagni.

Cloud, Mobile, Big Data, IoT diventano i tasselli che permettono la creazione di un tessuto digitale in grado di permeare l’intero spettro delle applicazioni aziendali, ottimizzando e rendendo più efficiente l’ambiente di produzione, grazie alla possibilità di analizzare i dati in una logica di intelligence una volta appannaggio della sola componente transazionale d’impresa.

Non solo. Quello che oggi cambia in modo radicale è la velocità di reazione ed esecuzione, sia in rapporto alla trasformazione dell’esistente, sia in rapporto alla creazione di nuove applicazioni e servizi. Significa avvicinarsi progressivamente all’idea di un’impresa real time o near real time, dove dati e informazioni possono essere acquisiti e fruiti a velocità un tempo inimmaginabili.

Ma attenzione, la trasformazione digitale non è una tecnologia. E’ piuttosto una modalità di gestire processi innovativi con l’utilizzo congiunto di più elementi, di profilo logico e fisico, nonché di servizio e applicativo, che concorrono alla definizione di un modo diverso di fare impresa.

Ottimizzare le performance di produzione, migliorare lo standard qualitativo, la supply chain e l’interazione con partner e collaboratori in un contesto B2B. L’obiettivo è sempre lo stesso: essere più competitivi. Obiettivi di ottimizzazione delle performance di produzione così come di miglioramento dello standard qualitativo del prodotto finale possono altresì essere estesi per impostare e dare vita a nuovi modelli di business che associano il prodotto a un servizio.

E’ bene però sottolineare, che affinché il passaggio e l’introduzione progressiva di nuova tecnologia ispirata alla convergenza d’impresa possano essere pienamente realizzati, si deve fare proprio uno stato mentale che è quello che ha contraddistinto le imprese da sempre orientate ad assorbire l’innovazione: avere un obiettivo di un progressivo aggiornamento e rinnovamento delle tecnologie a supporto del business aziendale e dell’ambiente di produzione.

Infrastruttura - In ambito infrastrutturale la grande opportunità è riuscire a definire un modello di architettura in grado di rendere sostenibile la creazione di nuovi processi e servizi coerenti con le esigenze di business. Allo stesso tempo significa poter creare un’infrastruttura improntata alla più ampia flessibilità con capacità di integrare dispositivi e sistemi del mondo della produzione e del mondo industriale alla dimensione dell’Information Technology. In questo contesto appare di altrettanta capitale importanza la disponibilità di soluzioni wireless, in grado di supportare l’automazione e la flessibilità sia nell’ambiente di produzione, sia per esempio nell’ambito della logistica.

L’opportunità è quella di realizzare un ambiente infrastrutturale fortemente automatizzato, scalabile e sicuro che soddisfi la convergenza tra le due macro-dimensioni aziendali, quella industriale e quella d’impresa tradizionale mettendo a fattor comune la base dati che alimenta i flussi operazionali e transazionali. La nuova prospettiva infrastrutturale fondata sul paradigma software defined aggiunge, inoltre, vantaggi senza precedenti: grazie alla logica di disaccoppiamento dalla componente hardware, è possibile infatti creare un ambiente altamente flessibile, coerente con l’evoluzione del business.

In questo contesto la creazione di nuovi servizi, applicazioni, progetti e iniziative ispirate al Big Data, al Mobile e all’IoT alimentano la propensione al cloud. Una scelta, quest’ultima, che oggi può essere presa in considerazione con sempre maggiore fiducia nella consapevolezza che il sourcing tecnologico è ormai ampiamente diffuso e differenziato, sia nella dimensione public cloud, sia nella dimensione private cloud con caratteristiche di sicurezza che superano quelle comunemente adottate nelle infrastrutture di data center proprietarie. Per le piccole e medie aziende esistono opportunità di intraprendere un percorso di modernizzazione che minimizza la complessità estendendo la fruibilità tecnologica coerentemente con gli obiettivi di business.

Big Data & Analytics - La raccolta e analisi dei dati sono la materia prima più preziosa di oggi e di domani. Dalla basilare conoscenza dei fatti, propria della business intelligence tradizionale, si passa alla comprensione del perché le cose accadono. Nascono così modelli capaci di ipotizzare i futuri comportamenti grazie al sempre più accelerato utilizzo logiche di intelligenza artificiale e di machine learning. Obiettivo è creare i presupposti per un’automazione decisionale sempre più marcata, sia per quanto riguarda le decisioni che sono tradizionalmente afferibili alla componente umana, sia per quanto riguarda i funzionamenti di sistemi eterogenei.

Obiettivo cui tendere è diventare una Data Company ovvero usare i dati come materia prima in tutti i processi decisionali e conoscitivi, modificando l’articolazione stessa dell’organizzazione e dei processi. Significa riconoscere il valore potenziale contenuto nei dati e farne un ingrediente fondamentale nel progettare prodotti, servizi e processi. Il nuovo approccio deve prevedere soprattutto il superamento del “modello a silos” informativo che ha caratterizzato il passato: i dati devono diventare una risorsa condivisa, passando dal concetto di Possesso a quello di Accesso. Significa utilizzare i dati per comprendere i fenomeni in modo migliore, diverso, nuovo.

Applicazioni - La sempre più marcata accelerazione verso un mercato digitale implica il ripensamento di una strategia per le applicazioni d’impresa caratterizzata da un forte orientamento all’accesso e fruizione in stile mobile. Molte piccole e medie aziende, a fronte della sollecitazione del business, e l’avvio di nuovi progetti nati sull’onda dell’affermazione delle tecnologie emergenti, stanno valutando quali scelte compiere in merito all’evoluzione delle applicazioni d’impresa per eccellenza, quali Erp, Crm e Supply Chain Management. Per queste applicazioni il momento di discontinuità più profondo lo si è avuto in passato con il passaggio all’anno duemila, momento che segnò l’avvento di una nuova generazione di soluzioni gestionali.

Sono passati quasi vent’anni e ora la storia di ripete con rinnovate esigenze di cambiamento, questa volta alimentate, in primis, dalla necessità di mettere a punto un’organizzazione altamente industrializzata. Da una parte vi è la possibilità di cogliere l’opportunità del software as a service, con tutte le implicazioni di semplificazione che il modello cloud porta con sé; dall’altra si inizia a sentire l’esigenza di avere un sistema più industrializzato, capace di evolvere nel tempo abilitando l’integrazione con componenti aggiuntivi o complementari di derivazione on e off premise. La ricerca di flessibilità è il fattore che, più di ogni altro condiziona l’evoluzione dell’investimento determinando una diversa allocazione delle risorse: sistemi troppo chiusi possono infatti limitare attuali e future evoluzioni. Ecco, quindi, la necessità di considerare attentamente i passi da compiere in merito alla conservazione o meno delle attuali risorse applicative d’impresa.

Sicurezza - Secondo quanto evidenziato dall’ultima edizione del Rapporto Clusit è allarme rosso. In termini di evoluzione delle minacce e dei relativi impatti - sia da un punto di vista quantitativo sia, e soprattutto, da un punto di vista qualitativo - il 2016 è stato l‘anno peggiore di sempre. Il crimine informatico è diventato una vera industria, eclettica e molto prolifica, ben strutturata, con una sua gerarchia e un suo modello di business, capace di recare danni seri a qualsiasi organizzazione.

Il cybercrime è peraltro un fenomeno sommerso, difficilmente tracciabile: la maggior parte della aggressioni non diventa di dominio pubblico tanto è vero che si ritiene che le aziende si possano dividere in due grandi gruppi: al primo appartengono le aziende che hanno subito un attacco, al secondo quelle che lo hanno subito ma non ne sono a conoscenza. Stiamo parlando di un fenomeno del quale c’è relativa consapevolezza, basti pensare che secondo una recente ricerca di Allianz l’economia del cybercrime vale l’1,6% del PIL tedesco, dato che potrebbe essere in qualche modo esteso anche ad altre economie.

Quali misure adottare per contrastare e minimizzare i rischi? Innanzitutto è bene osservare che il sistema di difesa deve essere coerente con il tipo di settore in cui opera l’azienda poiché la tipologia di attacchi varia in funzione del target. In termini generali un’azienda deve essere in grado di rilevare e reagire efficacemente alle vulnerabilità, alle intrusioni informatiche e ad ogni tipologia di malware che siano orientati al blocco dei sistemi o alla sottrazione di dati, all’interno o all’esterno della rete.

Servizi Se da una parte continua a esservi la costante necessità di modernizzare le risorse esistenti dall’altra le aziende devono riuscire a immaginare la propria organizzazione come una struttura digitale il cui elemento costitutivo deve essere rappresentato dai dati, dalla capacità di acquisirli, elaborarli là dove opportuno per poi integrarli in flussi informativi abilitanti soluzioni legate alle più svariate iniziative che possono essere immaginate dalle differenti line of business. Queste sfide comportano sempre più spesso la capacità di acquisire nuove competenze e risorse che non sono disponibili al proprio interno.

Diventa quindi di primaria importanza relazionarsi con interlocutori capaci di avere una visione complessiva e competenze differenziate, in grado di individuare rapidamente le possibilità di modernizzazione ed evoluzione definendo in partnership con l’azienda un percorso di crescita digitale strategico. System Integrator, Var, Software House, Service Provider, società di consulenza. Tutti i soggetti che operano nella filiera informatica possono aiutare le imprese a individuare le scelte più opportune per tradurre con successo un percorso di trasformazione digitale rendendo al tempo stesso più efficiente l’organizzazione interna, grazie a servizi gestiti e in outourcing.
Pubblicato il: 10/11/2017

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